Brand e Visual Identity

L’identità visiva che rende riconoscibile tutto il resto

Un sistema visivo coerente fa sì che un annuncio, una brochure e il sito sembrino la stessa azienda. E che l’azienda sembri seria.

Il problema

Non è il logo a essere sbagliato: è tutto quello che gli sta intorno

Nella maggior parte delle aziende il marchio esiste da anni e va benissimo. Quello che manca sono le regole: quale azzurro è il nostro azzurro, quale font si usa nelle presentazioni, quanto spazio lasciare attorno al logo.

Senza quelle regole ogni collaboratore improvvisa. Il risultato è che il volantino, il profilo LinkedIn e il sito sembrano appartenere a tre aziende diverse, e chi guarda fatica a ricordarsi di voi.

La visual identity serve a togliere l’improvvisazione: un sistema di scelte già prese, documentato, che chiunque può applicare senza chiedere il permesso ogni volta.

Cosa comprende

Dal naming al brand book: cosa comprende il progetto

Non tutti i progetti richiedono tutto. In proposta indichiamo quali blocchi servono nel vostro caso e quali potete rimandare.

Piattaforma di marca

Cosa promettete, a chi, con quale tono. È il documento da cui derivano il marchio, i testi e il modo in cui rispondete al telefono.

  • Promessa e valori
  • Archetipo e tono di voce
  • Messaggi chiave

Naming e verifica

Quando il nome è da creare o da rivedere: generazione di alternative, prova di pronuncia e controllo di disponibilità di dominio e marchio.

  • Rosa di nomi
  • Test di leggibilità
  • Domini e anteriorità

Marchio e sistema visivo

Logo nelle sue varianti, palette, tipografia e regole di spaziatura. Un sistema che funziona sia su un biglietto da visita sia su un cartellone.

  • Logo e varianti
  • Palette e contrasti
  • Scala tipografica

Linguaggio per immagini

Come devono essere le fotografie, le icone e le illustrazioni. Serve a evitare che ogni post e ogni brochure sembrino di aziende diverse.

  • Stile fotografico
  • Set di icone
  • Trattamenti grafici

Brand book operativo

Il manuale d’uso: cosa si può fare, cosa no, con esempi corretti e sbagliati. Scritto per chi dovrà applicarlo, non per la vetrina.

  • Regole d’uso
  • Esempi commentati
  • File pronti all’uso

Applicazioni e materiali

Biglietti, carta intestata, presentazioni, brochure, packaging, allestimenti fiera, template social e firma email.

  • Stampati
  • Template presentazioni
  • Format social

Come procediamo

Cinque passaggi, nessuna sorpresa alla presentazione finale

Le direzioni creative si scelgono insieme e presto: nessun grande svelamento a progetto concluso, quando cambiare idea costa caro.

  1. Ascolto e audit del percepito

    Parliamo con direzione, commerciali e, quando possibile, con qualche cliente. Raccogliamo tutti i materiali esistenti e vediamo che immagine restituiscono oggi, insieme a quella dei concorrenti diretti.

  2. Territorio e direzione creativa

    Presentiamo due o tre direzioni possibili, ciascuna con un’idea guida e un esempio applicato. Non moodboard generiche: mostriamo come si tradurrebbe su sito, materiali e social.

  3. Costruzione del sistema

    Sviluppiamo la direzione scelta: marchio, colori, tipografia, griglie, icone. In questa fase testiamo le condizioni difficili — dimensioni minime, fondo scuro, monocromia, stampa a un colore.

  4. Documentazione e consegna

    Prepariamo il brand book e i file in tutti i formati necessari. Facciamo una sessione di passaggio con chi userà i materiali ogni giorno, perché un manuale non letto non serve a niente.

  5. Applicazione e presidio

    Seguiamo le prime applicazioni reali (sito, campagne, materiali di vendita) e correggiamo quello che nella pratica non funziona. Il sistema si assesta usandolo.

Il risultato

Cosa cambia dopo la consegna

Vi riconoscono prima di leggere il nome

Colore, tipografia e impaginazione coerenti fanno sì che un annuncio, un post e una brochure appartengano visibilmente alla stessa azienda.

Si produce più in fretta

Con regole e template definiti, preparare una presentazione o una nuova landing smette di essere una discussione su font e colori.

Il commerciale ha materiali all’altezza

Chi vende porta in riunione documenti che sostengono il prezzo che state chiedendo, invece di indebolirlo.

Una precisazione onesta

Una nuova identità non aumenta le vendite da sola: rende più credibile ed efficiente tutto quello che ci costruite sopra. Se il problema è l’offerta o il prezzo, un restyling non lo risolve, e ve lo diciamo prima di iniziare.

Domande frequenti

Brand identity: le domande più frequenti

Non trovi la tua? Scrivici: rispondiamo entro un giorno lavorativo.

Fai una domanda
Rifate il logo per forza?

No. In diversi progetti il marchio funziona già e il problema è tutto intorno: colori usati a caso, cinque font diversi, materiali disallineati. In quel caso costruiamo il sistema attorno al marchio esistente, al massimo con una ripulitura tecnica.

Quanto dura un progetto di brand identity?

Da 6 a 12 settimane, a seconda di quante applicazioni servono e di quante persone devono approvare. Il naming, quando previsto, aggiunge in genere 2–3 settimane per le verifiche di disponibilità.

Ci occupiamo noi della registrazione del marchio?

La verifica preliminare di anteriorità la facciamo noi. Il deposito vero e proprio va fatto da un consulente in proprietà industriale: se non ne avete uno, vi indichiamo studi con cui abbiamo già lavorato.

I file sorgenti restano a noi?

Sì, sempre. Alla consegna ricevete i file editabili, i vettoriali e i font (o l’indicazione delle licenze da acquistare). Nessun vincolo per farvi tornare da noi a ogni modifica.

Serve anche se vendiamo solo ad altre aziende?

Soprattutto nel B2B, dove l’ordine vale molto e la decisione passa da più persone. Un’immagine trascurata fa dubitare dell’affidabilità prima ancora che si parli di prodotto.

Iniziamo

Vuoi un parere sulla vostra immagine attuale?

Mandaci il sito e due materiali commerciali: in una call di trenta minuti ti diciamo cosa funziona, cosa no e da dove partiremmo. Senza impegno.

  • Gratuita
  • 30 minuti
  • Nessun impegno